Come lanciare un canale YouTube nel 2024

Secondo Social Blade in questo momento ci sono circa 91 milioni di canali YouTube. 

In realtà questo numero probabilmente supera già i cento milioni. 

Eppure ci sono solamente 300.000 canali in tutto il mondo che superano i 100.000 iscritti (parliamo dello 0,3%). 

Come mai così in pochi riescono a crescere? 

Il fatto è che in tanti aprono un canale YouTube ma pochissimi di loro affrontano questo social seriamente. 

Ecco secondo me alcune cose che la maggior parte dei creator alle prime armi ignora completamente.

1. Rivolgiti a un gruppo specifico di persone. 

La verità è che un video YouTube che pubblichiamo non è molto diverso da un prodotto che proviamo a vendere.
Nel primo caso le persone ci pagano con il loro tempo e la loro attenzione nel secondo ci pagano con i loro soldi.
Ma la dinamica alla base è pressoché la stessa.
Devi trovare il modo di far scegliere alle persone il tuo contenuto piuttosto che uno degli altri migliaia in circolazione.

E come si fa?

Parla a un gruppo specifico di persone.

Sopratutto quando sei all’inizio è molto più semplice rivolgersi a una nicchia specifica piuttosto che essere un generalista che prova a parlare con tutti.
Questo ti permette di lavorare fuori dalla concorrenza e di creare contenuti che in pochi creano.
Questa è una dinamica che avviene anche all’interno del mondo del business.
Amazon, ai suoi albori, vendeva solamente libri.
Ha iniziato un mercato molto specifico in cui ha potuto creare abbastanza velocemente una base solida di utenti.
E poi, con il tempo e la fiducia che ha conquistato, si è espanso fino a diventare il più grande store al mondo.
Parti in piccolo e cresci col tempo.
Paradossalmente è la strada più rapida per crescere


2. Comprendi il tuo mercato. 

L’errore della maggior parte dei creator consiste nel pensare a quello che vorrebbero fare loro, non a quello che vorrebbe il pubblico.

Sono totalmente concentrati su se stessi.
E questo è un problema.

Perché poi, pubblicano il video, e sperano che venga visto da quanta più gente possibile.

Devi capire cosa vuole il mercato (esattamente come se avessi un’attività commerciale).

Ecco alcune cose che dovresti sapere:

1. Chi sono i tuoi competitor?

2. Quali sono i video più visti sui loro canali?

3. Cosa scrive la gente sotto i loro video? Fanno delle richieste particolari?

4. Quali sono i blog più seguiti nel tuo settore? E gli articoli più letti?

5. Cos’è che queste persone non fanno (o fanno male) e che tu potresti fare?

Questo lavoro non ti serve per copiare o replicare quello che fanno gli altri.

Piuttosto è un modo per usare il lavoro che queste figure hanno già fatto per comprendere il tuo pubblico e capire cosa cerca su YouTube.

Se non hai una mappa del mercato in cui lavori significa che stai agendo alla cieca.

Fai questa analisi e poi abbozza una scaletta editoriale di contenuti.


3. I titoli e le copertine dei tuoi video sono l’ingresso del tuo canale 

Una volta ho sentito una frase da un grosso YouTuber americano che mi è rimasta particolarmente impressa:

“Gli YouTuber alle prime armi ragionano in termini di contenuto. Gli YouTuber esperti ragionano in termini di titolo e copertina”.

Ovviamente il contenuto che crei è importante (e ci mancherebbe).

Ma se sbagli titolo e copertina nessuno lo guarderà mai.

Detto in altre parole il titolo e la copertina servono a vendere il tuo contenuto.

La maggior parte dei creator alle prime armi passa ore (o giorni) a creare il proprio video e poi dedica non più di 30 minuti a fare titolo e copertina.

È come passare mesi a creare un prodotto, dedicare 20 minuti a provare a venderlo e poi stupirsi se nessuno lo compra.

Ogni volta che stai per pubblicare un video dedica seriamente del tempo a questa attività.

Crea 2-3-4 copertine diverse e pensa a 4-5 titoli. Se uno non funziona prova a cambiarlo.

Non è un lavoro facile.

Come per ogni abilità ci vuole tempo a svilupparla.

E forse è proprio il tempo che la maggior parte dei creator non è disposto a sacrificare.

Ma se tu sei disposto a farlo, avrai un vantaggio competitivo sul 99% dei canali in circolazione.

Ci risentiamo presto,

Un abbraccio,
Marcello

PS. Ah, c’è un altro punto molto importante quando si inizia da zero.

Ma ne ho già parlato in un altro contenuto 🙂

Te lo lascio qua: cosa farei se partissi da zero

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